Settore economico
Non è semplice definire una classificazione delle attività economiche che rientrano nel comparto del turismo; infatti, a dispetto della sua importanza, non esiste un comparto/settore economico-statistico denominato “turismo”.
Per riuscire ad inquadrare il comparto turistico, conviene partire dalla definizione di turista. L’OMT (Organizzazione Mondiale del Turismo) definisce il turista come “chiunque viaggi in paesi diversi da quello in cui ha la sua residenza abituale, al di fuori del proprio ambiente quotidiano, per un periodo non superiore ad un anno e il cui scopo principale della visita sia diverso dall’esercizio di ogni tipo di attività remunerata all’interno del paese visitato”. A partire da tale definizione emergono tre elementi che permettono di identificare la figura del turista e indirettamente le sue azioni economiche. In tal senso è turista colui che:
- si sposta dal luogo abituale di residenza;
- per un periodo non superiore ad un anno;
- per motivi vari (di svago e di lavoro) diversi però da un’attività remunerata.
Lo spazio, il tempo e la motivazione sono i tre elementi che caratterizzano il fenomeno turistico, elementi che devono sussistere simultaneamente. Di conseguenza, l’OMT definisce il turismo come “l’insieme delle attività svolte da persone che viaggiano o permangono in luoghi diversi dalla propria residenza abituale per un periodo di tempo determinato e per motivi di svago, lavoro o altro”.
In sostanza, in assenza di confini precisi, si può considerare come appartenente al turismo quasi ogni settore del terziario: dalle banche ai trasporti, alla ristorazione, alle attività ricettive e del tempo libero, alle comunicazioni, alla pubblicità, ai servizi sanitari e ad altri servizi alla persona, alla conservazione dei beni culturali, monumentali e del paesaggio, ai servizi pubblici e privati di promozione e gestione del turismo, sia in ambito nazionale che locale. Non solo, anche vari comparti produttivi ed agricoli sono indirettamente legati al turismo; si pensi, tra gli altri, agli agriturismi.
Tuttavia, le principali attività che comunemente vengono considerate direttamente connesse al comparto del turismo riguardano:
- i servizi della ricettività: alberghi, hotel, pensioni, bed & breakfast, ostelli, agriturismo, campeggi, rifugi di montagna e simili;
- i servizi della ristorazione: ristoranti, bar, tavole calde;
- i servizi prestati da imprese turistiche specializzate per la progettazione, commercializzazione, vendita e organizzazione dei prodotti turistici: agenzie di viaggio e tour operator;
- i servizi di assistenza al turista: guide turistiche, accompagnatori turistici, uffici di informazioni e di accoglienza turistica (IAT);
- i servizi dedicati al “tempo libero” e allo svago: parchi di divertimento e parchi tematici, discoteche, sale da ballo, night-club e simili, stabilimenti balneari, impianti di risalita nelle località montane;
- i servizi dedicati al benessere della persona: centri benessere e stabilimenti termali;
- i servizi legati alla gestione dei beni culturali e del patrimonio culturale: musei, aree archeologiche, orti botanici, zoo.
A partire da tale classificazione, è consuetudine circoscrivere ulteriormente il comparto turistico a quelle attività che comunemente sono identificate come le più vicine al turista, ovvero:
- i servizi della ricettività;
- i servizi prestati da imprese turistiche specializzate per la progettazione, commercializzazione, vendita e organizzazione dei prodotti turistici;
- i servizi di assistenza al turista;
- i servizi legati alla gestione dei beni culturali e del patrimonio culturale.
Note
Per quanto riguarda la nostra ricerca abbiamo adottato quest’ultima classificazione. Tuttavia, per quanto riguarda l’ambito della ricettività ci siamo concentrati esclusivamente sugli alberghi, trattandosi delle realtà più appetibili per i laureati e rappresentative delle principali figure professionali impiegate nell’intero ambito della ricettività, ma anche in quello della ristorazione e del benessere della persona dal momento che molti alberghi, soprattutto quelli di livello medio/alto, hanno al proprio interno ristoranti e centri benessere (è comunque importante specificare che i servizi della ricettività vengono classificati secondo precise categorie definite da normative nazionali e da specifiche normative regionali).
Invece, abbiamo considerato l’intero ambito della progettazione, commercializzazione, vendita e organizzazione dei prodotti turistici che è costituito dalle così dette agenzie di viaggio e turismo (agenzie di viaggi e tour operator), mentre per quanto riguarda l’ambito dei servizi di assistenza al turista ci siamo concentrati sulle guide turistiche e gli accompagnatori turistici, escludendo gli uffici di informazioni e di accoglienza turistica (IAT), trattandosi di realtà molto particolari (sono, infatti, regolate da specifiche normative, attualmente in fase di revisione), ma soprattutto di realtà poco rilevanti da un punto di vista numerico.
Infine, per quanto riguarda l’ambito dei servizi legati alla gestione dei beni culturali e del patrimonio culturale, che è costituito dai musei, dalle gallerie, dalle aree e parchi archeologiche, dai monumenti e complessi monumentali, dagli archivi, dalle biblioteche, ma anche dagli orti botanici e dagli zoo ci siamo concentrati esclusivamente sui musei, trattandosi delle realtà più rilevanti da un punto di vista numerico e, anche per questo, rappresentative delle principali figure professionali impiegate nell’intero ambito della cultura. Comunque, è importante sottolineare che i servizi legati alla gestione dei beni culturali e del patrimonio culturale, pur rientrando a pieno titolo nel comparto turistico, possono essere classificati anche nel settore della cultura e dello spettacolo che, in ogni caso, è strettamente legato e in parte sovrapposto al comparto turistico.
Per approfondire
Quaderno PHAROS n. 26/2019 “Attività e professionalità nel comparto turistico veneto”