https://osservatoriolavoro-unipd.it/settori-economici/socio-sanitario-ed-educativo-cooperative-sociali/ 06/04/2025 19:41

Settore economico

Ad oggi non esiste una classificazione ufficiale delle attività svolte dalle cooperative sociali e, in tal senso, non sono d’aiuto né la classificazione delle attività economiche ATECO (classificazione delle unità di produzione secondo l’attività da esse svolta, predisposto dall’Istituto Nazionale di Statistica), né la classificazione delle attività non profit ICNPO (International Classification of NonProfit Organizations) che, effettivamente, sono troppo generiche per poter inquadrare con chiarezza e precisione i settori nei quali operano le cooperative sociali e i relativi servizi offerti.

Conviene, quindi, partire dalla definizione contenuta nell’Art. 1 della Legge n.381 del 1991 che definisce le cooperative sociali come strumenti societari finalizzati al perseguimento dell’interesse generale della comunità, alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini da realizzare attraverso la gestione di servizi socio–sanitari e/o educativi o, in alternativa, lo svolgimento di attività diverse (agricole, industriali, commerciali o di servizi) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
Tale definizione ci permette, quindi, di effettuare una prima grande distinzione tra:

  • le cooperative sociali di tipo A, che gestiscono servizi socio-sanitari ed educativi;
  • le cooperative sociali di tipo B, che svolgono attività in diversi settori al fine di favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Senza dimenticare le cooperative ad oggetto misto (circ. n. 153/1996) che sono quelle cooperative che operano in entrambi i settori (A e B) e che, per consuetudine, vengono indicate come cooperative di tipo P.

Le cooperative sociali di tipo A si occupano della gestione di servizi socio-sanitari ed educativi e possono farlo sia in maniera autonoma sia in collaborazione con enti pubblici. Ciò significa che tali cooperative possono gestire, per definizione, tre diverse tipologie di servizi:

  1. sociali o socio-assistenziali: si tratta di servizi, generalmente monitorati dai Comuni, rivolti a persone in difficoltà, tra i quali rientrano progetti di reinserimento sociale, la gestione di centri di aggregazione per ragazzi, di centri sociali per anziani, di centri rieducativi per malati psichici, di case alloggio, di case famiglia, ecc.;
  2. sanitari o socio-sanitari: si tratta di servizi, generalmente monitorati dalle Aziende Sanitarie Locali, per i quali è richiesto l’intervento di professioni sanitarie, tra i quali rientrano la gestione di strutture sanitarie, l’assistenza domiciliare ad anziani ecc.;
  3. educativi o socio-educativi: si tratta di servizi, non per forza rivolti a parsone in difficoltà, tra i quali rientrano la gestione di centri educativi per ragazzi, di centri ludici, l’animazione di strada, la formazione per operatori sociali, ecc. (anche questi servizi generalmente sono monitorati dai Comuni).

Tuttavia, questa classificazione non risulta essere particolarmente chiara ed esaustiva; pertanto, a partire dalla classificazione delle attività non profit ICNPO, da quelle proposte dall’ISTAT con la ricerca “Le cooperative sociali in Italia. Anno 2005” e dalla Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue – Veneto (Legacoop Veneto) e sfruttando le definizioni contenute nelle due delibere della regione Veneto DGR 84/2007 e DGR 1616/2008 (e le relative modifiche, rettifiche e aggiornamenti) abbiamo sviluppato una classificazione delle attività svolte dalle cooperative sociali di tipo A che si basa sulla fascia di popolazione a cui sono rivolti i servizi e sulla tipologia di strutture (che possono essere di proprietà della cooperativa o in gestione) nelle quali vengono erogati tali servizi:

  1. Servizi di supporto alla famiglia – Prima infanzia: asilo nido, micronido, nido aziendale, nido integrato, centro infanzia, servizi ludico-ricreativi/ludoteche, servizi integrativi e sperimentali per la prima infanzia, altri sevizi per la prima infanzia.
  2. Servizi di supporto alla famiglia – Minori: comunità educativa per minori, comunità educativa per minori con pronta accoglienza, comunità educativa diurna per minori/adolescenti, comunità educativa-riabilitativa per preadolescenti/adolescenti, comunità terapeutica riabilitativa protetta per minori e adolescenti, servizi di assistenza domiciliare, altri servizi per minori e adolescenti.
  3. Servizi di supporto alla famiglia – Altri: comunità educativa mamma-bambino, comunità familiare, comunità di tipo familiare mamma-bambino, altri servizi di supporto alla famiglia.
  4. Salute mentale (adulti): comunità terapeutica-riabilitativa protetta, comunità alloggio per pazienti psichiatrici, gruppo appartamento protetto, centro diurno, degenza psichiatrica in strutture private, gruppo appartamento per malati psichiatrici, comunità di tipo familiare per malati psichiatrici, servizi di assistenza domiciliare, altri servizi per pazienti psichiatrici.
  5. Persone con disabilità: centro diurno per persone con disabilità, comunità alloggio per persone con disabilità, comunità residenziale, residenza sanitaria assistenziale (RSA) per persone con disabilità, comunità di tipo familiare per persone con disabilità, gruppo appartamento per persone con disabilità, servizi di assistenza domiciliare, altri servizi per persone con disabilità.
  6. Persone anziane: centro diurno per persone anziane non autosufficienti, comunità alloggio per persone anziane, centro di servizi per persone anziane non autosufficienti, casa per persone anziane autosufficienti, casa albergo/mini alloggi per anziani, servizi di assistenza domiciliare, altri servizi per persone anziane autosufficienti, altri servizi per persone anziane non autosufficienti.
  7. Dipendenti da sostanze da abuso: servizi territoriali, servizi di pronta accoglienza, servizi ambulatoriali (SER.D e servizi del privato sociale accreditato), servizi semiresidenziali, servizi residenziali di tipo A (di base), servizi residenziali di tipo B (intensivo), servizi residenziali di tipo C (specialistico), servizi residenziali di tipo C1 (per madri tossicodipendenti e/o alcoldipendenti con figli), servizi residenziali di tipo C2 (per minori tossicodipendenti e/o alcoldipendenti), servizi di assistenza domiciliare, altri servizi per dipendenti da sostanze da abuso.
  8. Persone in situazione di marginalità sociale: struttura comunitaria per persone in situazione di marginalità sociale, attività di strada, servizi di assistenza domiciliare o presso altre strutture, servizi di mediazione culturale e linguistica, altri servizi per persone in situazione di marginalità sociale.
  9. Ambulatori: servizi dei medici di medicina generale, servizi odontoiatrici, altri servizi sanitari di tipo ambulatoriale.
  10. Altro.

Tale classificazione, frutto di un ragionamento sviluppato con il Dott. Simone Brunello (Referente di Confcooperative Federsolidarietà Veneto – giurista esperto nel campo delle cooperative sociali), ci permette di definire e classificare in maniera dettagliata i principali servizi offerti dalle cooperative sociali di tipo A o, per lo meno, può rappresentare un primo passo verso la definizione di una classificazione condivisa.

Le cooperative sociali di tipo B sono molto diverse da quelle di tipo A, infatti, si tratta di realtà che possono essere classificate in base alla classificazione ATECO poiché, con la finalità di favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate (che devono rappresentare almeno il 30% dei lavoratori della cooperativa), svolgono attività nei settori più diversi (agricoltura, industria, artigianato, commercio o servizi).

In particolare, le cooperative sociali di tipo B svolgono soprattutto attività di manutenzione del verde pubblico e privato, di pulizia e manutenzione di stabili, di falegnameria, di imballaggio, di assemblaggio e di riuso e riciclaggio, ma anche attività complesse e di notevole valore tecnico e commerciale.

Operano, quindi, per incentivare l’inserimento sociale di persone normalmente emarginate o comunque a rischio di emarginazione (tossicodipendenti, carcerati, disabili fisici e mentali, malati psichiatrici, ecc.) offrendogli opportunità di inserimento lavorativo (i soggetti svantaggiati su cui possono intervenire le cooperative sociali di tipo B sono definiti dall’art. 4, comma 1 della Legge n. 381/1991).

Per approfondire

Quaderno PHAROS n. 22/2015 “Attività e professionalità nelle cooperative sociali venete”