https://osservatoriolavoro-unipd.it/settori-economici/energie-rinnovabili-e-risparmio-energetico/ 06/04/2025 19:18

Settore economico

Il settore della “green economy” è un settore estremamente complesso da inquadrare. Infatti, a differenza di tutte le altre attività economiche, quella della “green economy” non è ancora classificata in base alla codifica ATECO (classificazione delle unità di produzione secondo l’attività da esse svolta, predisposto dall’Istituto nazionale di Statistica) per cui non esistono fonti ufficiali che abbiano censito le attività economiche legate a questo “nuovo” settore. Si tratta, inoltre, di un settore molto ampio che racchiude al proprio interno attività tra loro molto diverse, ma fortemente integrate/integrabili, che lo rendono un settore trasversale rispetto a molti di quelli già codificati come quelli dell’architettura, dell’edilizia, dell’agricoltura, del turismo e del manifatturiero.

Con il termine economia verde, detta anche green economy, ci si riferisce oggi ad un modello teorico di sviluppo economico che, oltre ai benefici economici (aumento del Prodotto Interno Lordo) di un certo regime di produzione, prende in considerazione anche l’impatto ambientale inteso come la stima dei potenziali danni ambientali prodotti dall’intero ciclo di trasformazione delle materie prime (estrazione, trasporto, trasformazione, consumo, eliminazione, smaltimento). Tali danni spesso si ripercuotono, in un meccanismo tipico di retroazione negativa, sul PIL stesso, diminuendolo.

In quest’ottica diventa auspicabile proporre misure economiche, legislative, tecnologiche e di educazione pubblica in grado di ridurre i consumi di energia e di risorse naturali, limitando i danni ambientali. Si parla in pratica di un modello di sviluppo “sostenibile” grazie all’aumento dell’efficienza energetica e produttiva e alla riduzione di emissioni di gas serra e dell’inquinamento locale e globale.

L’obiettivo di istituire una vera e propria economia sostenibile a scala globale e duratura si può perseguire in diversi modi, che dovrebbero essere tra loro integrati:

  1. produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (idrica, eolica, solare, geotermica, da biomasse). Le fonti rinnovabili permettono di ridurre la dipendenza da idrocarburi, gas metano e carbone nella produzione di energia elettrica, riducendo notevolmente le emissioni di anidride carbonica nell’ambiente;
  2. architettura a basso impatto ambientale;
  3. agricoltura biologica, che considera l’intero ecosistema agricolo, sfrutta la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi limitati, promuove la biodiversità dell’ambiente in cui opera ed esclude l’utilizzo di prodotti di sintesi (salvo quelli specificatamente ammessi dal regolamento comunitario) e di organismi geneticamente modificati;
  4. aree protette e turismo sostenibile, che ha l’obiettivo di rispettare e preservare nel lungo periodo le risorse naturali, culturali, artistiche e sociali, contribuendo in maniera positiva ed equa al miglioramento della qualità della vita e allo sviluppo di altre attività sociali ed economiche dell’area;
  5. acquacoltura ecocompatibile, per ristabilire un equilibrato rapporto tra uso economico delle risorse e la loro conservazione affrontando il binomio pesca-acquacoltura in un’ottica di sistema che integri risorse acquatiche e pianificazione territoriale tenendo conto delle relazioni esistenti tra pesca, acquacoltura e gestione del territorio;
  6. biotecnologie sostenibili, finalizzate alla produzione di prodotti transgenici ecocompatibili, cioè che non comportino rischi superiori a quelli delle coltivazioni naturali;
  7. gestione integrata dei rifiuti urbani; la differenziazione dei rifiuti solidi urbani è condizione imprescindibile per la valorizzazione ed il recupero dei rifiuti stessi, riducendo sprechi ed inquinamento ambientale.

Quando si parla di economia verde in pratica ci si riferisce a due concetti fondamentali: quello di energia verde, basato sull’utilizzo delle energie rinnovabili come sostituti dell’energia da combustibili fossili, e quello di risparmio energetico, basato sull’aumento dell’efficienza energetica.

Il Sole è una risorsa rinnovabile, produce un’energia sottoforma di raggi (luce), che viene utilizzata per produrre calore con gli impianti fotovoltaici. Dal Sole derivano anche quasi tutte le altre risorse rinnovabili esistenti, come l’energia idroelettrica, l’energia eolica, l’energia derivante dal moto ondoso delle acque e l’energia proveniente dalle biomasse. L’unica risorsa rinnovabile che non deriva dal Sole è il calore proveniente dal centro della Terra che produce energia geotermica.

In sostanza, le aziende che operano nel settore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico (per lo meno per come lo abbiamo inquadrato con la nostra ricerca) si occupano dell’installazione di impianti, della progettazione, della consulenza e della distribuzione di impianti “chiavi in mano”, ma anche, nel caso di aziende di grandi dimensioni, della produzione di moduli, componenti e tecnologie per lo sfruttamento delle energie rinnovabili, nonché delle attività legate al project financing.

Oltre a questa tipologia di aziende, ci sono realtà che si occupano della distribuzione/commercializzazione di impianti e componenti per lo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabili e/o delle tecnologie per l’efficienza energetica. Questo tipo di aziende, oltre della distribuzione/commercializzazione, possono occuparsi anche della stessa produzione anche se spesso fanno riferimento ad una casa madre (in molti casi con sede all’estero) che si occupa della produzione di tutti i componenti necessari per la realizzazione degli impianti. Allo stesso modo, questo tipo di aziende possono occuparsi anche della progettazione ed installazione degli impianti (chiaramente utilizzando i prodotti da loro commercializzati) ma, anche in questo caso, generalmente le aziende affiancano all’attività di distribuzione quella della formazione rivolta al personale delle aziende clienti che si occupano della progettazione e/o dell’installazione. Spesso, le aziende di distribuzione/commercializzazione oltre all’attività di promozione e diffusione dei prodotti, che si concretizza nella pianificazione di vere e proprie strategie di marketing e comunicazione (produzione di materiale pubblicitario, partecipazione a fiere e convegni, ecc.) oltreché in un’intensa attività commerciale, si occupano dell’assemblaggio dei componenti provenienti dalla casa madre e, contestualmente, della produzione di tutta la documentazione tecnica, quale manuali d’installazione, manuali di manutenzione, manuali con le caratteristiche tecniche, ecc., che accompagnano i prodotti commercializzati.

Per approfondire

Quaderno PHAROS n. 18/2011 “Attività e professionalità nel settore veneto delle energie rinnovabili e del risparmio energetico”