Settore economico
Il settore dell’industria chimica è l’unico settore economico che condivide la sua denominazione con una scienza, quella chimica, che, quindi, ne determina la caratteristica di “industria basata sulla scienza”. Questa affermazione non è banale, al contrario ha determinato e determina la spinta innovativa del settore e il legame forte che esso deve avere con il mondo scientifico. Infatti, se da un lato la scienza chimica studia le proprietà, la composizione, la preparazione, le reazioni e le trasformazioni delle sostanze, dall’altro lato l’industria chimica acquisisce le conoscenze scientifiche e, attraverso l’attività di ricerca e sviluppo, le rende disponibili sotto forma di tecnologie e prodotti che contribuiscono a migliorare il benessere e la qualità della vita.
Tuttavia, nell’immaginario comune quando si parla di industria chimica subito la si associa ai grandi poli petrolchimici (ad esempio Marghera) e, in seconda battuta, alla farmaceutica; eppure, la chimica pervade tutti gli aspetti della vita, dal tempo libero alla mobilità, dalla comunicazione all’igiene e salute. In effetti tutti i prodotti di uso comune esistono e hanno costi accessibili proprio grazie alla chimica.
L’industria chimica, dunque, trasforma materie prime sia organiche (petrolio, carbone, gas, biomasse, ecc.) che inorganiche (minerali, acqua, sali, ecc.) e le converte in sostanze e prodotti in funzione delle esigenze dei consumatori o di altre industrie. I prodotti di tale settore hanno molte applicazioni e utilizzi:
- materie prime o di base per altre industrie;
- prodotti intermedi per altre industrie;
- prodotti finiti per il sistema industriale, l’agricoltura, i servizi e per il consumo.
Gran parte dell’industria chimica è di conseguenza costituita da beni intermedi, cioè da sostanze e prodotti che entrano nel processo produttivo di altri comparti industriali o della chimica stessa. Spesso, quindi, non si percepisce il reale valore di tale settore perché normalmente non si utilizzano direttamente i suoi prodotti.
Inoltre, a differenza degli altri settori industriali, l’industria chimica non è identificabile con un gruppo o una famiglia di prodotti che utilizzano una o poche materie prime. In tal senso Federchimica (Federazione Nazionale dell’Industria Chimica – Confindustria) parla di più di 70 mila prodotti o sostanze chimiche che derivano da tante e diverse materie prime, come minerali, carbone, petrolio, gas naturale, oli e grassi animali e vegetali e molte altre ancora. In particolare, una parte rilevante dell’industria chimica utilizza come proprie materie prime sostanze chimiche trasformate da imprese a monte del processo produttivo, infatti, una delle caratteristiche del settore è negli interscambi che avvengono al proprio interno.
Il settore chimico viene, quindi, convenzionalmente classificato in base a tre macrosettori di attività (ci rifacciamo, in particolare, alla classificazione proposta da Federchimica):
- Chimica di base e fibre (detta anche chimica primaria o di sintesi) che produce i costituenti fondamentali della filiera per le altre imprese chimiche a valle (gas industriali, fertilizzanti, composti azotati, materie plastiche e gomma sintetica in forma primaria, fibre chimiche, pigmenti ed altri prodotti chimici di base organici e inorganici).
- Chimica fine e specialistica (detta anche chimica secondaria o della formulazione) che fornisce a tutti gli altri settori industriali beni intermedi fortemente differenziati in grado di garantire le performance desiderate (prodotti chimici per l’agricoltura, pitture, vernici, smalti, inchiostri da stampa, mastici, intermedi e principi attivi farmaceutici, ecc.).
- Chimica per il consumo che produce beni destinati al consumatore finale (saponi, detergenti, profumi, cosmetici, medicinali, ecc.).
Tuttavia, spesso tale classificazione viene arricchita di due ulteriori macrosettori:
- chimica petrolifera;
- chimica farmaceutica;
che in realtà non sono altro che due particolari ambiti, rispettivamente, della chimica di base e della chimica per il consumo (e, in parte, della chimica fine e specialistica) che tuttavia, essendo molto particolari e per certi aspetti molto diversi dagli altri ambiti di attività, si preferisce tenerli distinti.
In definitiva, il settore chimico viene classificato come segue:
- Chimica petrolifera.
- Chimica di base e fibre.
- Chimica fine e specialistica.
- Chimica per il consumo.
- Chimica farmaceutica.
L’ISTAT, invece, inquadra il settore chimico, attraverso la classificazione delle attività economiche ATECO 2007, inserendolo all’interno della Sezione C “Attività manifatturiere” e, in particolare, nelle divisioni “Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio” (divisione 19), “Fabbricazione di prodotti chimici” (divisione 20) e “Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici” (divisione 21). Nella tabella 1 è possibile visualizzare il dettaglio delle divisioni e dei relativi gruppi che definiscono il settore.
Tabella 1. Classificazione delle imprese chimiche secondo la classificazione ATECO 2007 (Divisioni e Gruppi).Risulta evidente che la classificazione delle attività economiche ATECO 2007 inserisce e raggruppa all’interno della divisione “Fabbricazione di prodotti chimici” la chimica di base e fibre, la chimica fine e specialistica e la chimica per il consumo, mentre mantiene distinte la chimica petrolifera e la chimica farmaceutica, a conferma della loro particolarità, inserendole, rispettivamente, nella divisione “Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio” e nella divisione “Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici”.
Ad ogni modo, la classificazione ATECO 2007 è riconducibile a quella convenzionalmente riconosciuta, riportata in precedenza, raggruppando i gruppi di attività economiche come segue:
- Chimica petrolifera (ATECO 2007: 19.1 e 19.2).
- Chimica di base e fibre (ATECO 2007: 20.1 e 20.6).
- Chimica fine e specialistica (ATECO 2007: 20.2, 20.3 e 20.5).
- Chimica per il consumo (ATECO 2007: 20.4).
- Chimica farmaceutica (ATECO 2007: 21.1 e 21.2).
Federchimica, inoltre, identifica ben 42 gruppi merceologici raggruppati in 17 Associazioni di Settore a partire dalle quali è possibile definire i seguenti settori di attività:
- Agrofarmaci.
- Aerosol.
- Salute animale.
- Chimica fine e settori specialistici.
- Produttori principi attivi e intermedi per l’industria farmaceutica.
- Chimica di base inorganica ed organica.
- Sviluppo delle biotecnologie.
- Detergenti e specialità per l’industria e per la casa.
- Produttori di fertilizzanti.
- Fibre artificiali e sintetiche.
- Imprese gas liquefatti.
- Imprese gas tecnici, speciali e medicinali.
- Farmaci di automedicazione.
- Vernici, inchiostri, sigillanti e adesivi.
- Colorifici ceramici e produttori di ossidi metallici.
- Imprese cosmetiche.
- Produttori di materie plastiche.
Di fatto, quindi, i prodotti dell’industria chimica sono dovunque, ma la loro caratteristica di beni intermedi (cioè di sostanze e prodotti che entrano nel processo produttivo di altre industrie che vendono al consumatore) non li rende sempre facilmente individuabili e conosciuti.
Pochissimi prodotti e servizi di una moderna società industriale sono realizzati senza qualche contributo della chimica. Fibre artificiali e sintetiche, nuovi tessuti innovativi, farmaci per l’uomo, per gli animali e per la protezione delle piante, più in generale prodotti che migliorano la salute e la qualità della vita. Nuovi e più efficaci sistemi di confezionamento e di conservazione dei cibi, pitture e vernici che prolungano la vita dei prodotti, adesivi più efficaci, detersivi e prodotti per la casa, pneumatici più sicuri e duraturi, air bag e tante parti in plastica che alleggeriscono l’auto, gli elettrodomestici e tanti altri oggetti di uso quotidiano; materiali compositi per aerei, gas industriali per usi industriali e sanitari. Questi sono solo alcuni dei prodotti di uso quotidiano o altamente innovativi che dipendono in modo sostanziale dalla chimica e dalla sua industria.
La relazione forte e inscindibile tra chimica e scienza (cioè tra industria chimica e scienza chimica) è la caratteristica unificante di questa industria e quella che la distingue di più dalle altre. Elemento comune a tutte le realtà che operano in tale settore è, quindi, la centralità dell’attività di ricerca e innovazione.
Per approfondire
Quaderno PHAROS n. 23/2016 “Attività e professionalità nel settore chimico veneto”